Sei povero in canna? Mandaci una mail!

| sabato 29 dicembre 2007

L’altra sera girando per i canali televisivi a casaccio mi sono imbattuto nella presentazione di una trasmissione (o di uno special di una trasmissione) che avrà per tema come vivere con mille euro al mese. Questa infatti è la condizione di una parte non irrilevante di italiani. Una voce fuori campo, a un certo punto, suggerisce agli spettatori: “Vivi con mille euro al mese? Racconta la tua esperienza mandando una mail all’indirizzo in sovraimpressione!”

Per un attimo mi è sembrata un’iniziativa intelligente. Ma proprio per un attimo. Una persona, o un gruppo famigliare, che vive con mille euro al mese l’avrà un computer? E una connessione internet? Ho due risposte possibili: (a) ’sta gente non capisce un cazzo (b) ci pigliano per il culo.

WELFARE, GOVERNO OTTIENE FIDUCIA

| venerdì 21 dicembre 2007

Il governo ha incassato la fiducia sul welfare con 162 si'. I senatori a vita presenti al momento del voto erano 5 e hanno votato tutti si'. Un solo voto contrario, quello del senatore ex Pdci, Franco Turigliatto. La Cdl e' rimasta in Aula ma non ha partecipato al voto. Il leghista Roberto Calderoli si e' invece astenuto.

E' online il primo numero di GRILLINOLANI. Stampa e diffondi

| sabato 3 novembre 2007

E' online il primo numero di GRILLINOLANI.
Stampa e diffondi

Il pacchetto sicurezza ed i nuovi poteri ai Sindaci

| mercoledì 31 ottobre 2007


camicia-nera.jpgQuesto governo non finirà mai di stupirci. Certo non è facile governare con il “reparto geriatria” ed “il quarto braccio di regina coeli” che un giorno si e l’altro pure minacciano la crisi, così si arriva agli “obbrobri” inimmaginabili in campagna elettorale, come l’indulto e “dulcis in fundo” “Il pacchetto sicurezza”.
“Pacchetto sicurezza”, che trasferirebbe ai sindaci poteri di polizia, che rappresenta un precedente pericolosissimo che potrebbe partire dall’espulsione dell’immigrato per poi finire di diventare strumento di ulteriore pressione elettorale.
I Sindaci, non hanno gli stessi problemi di maggioranza. Hanno una legge elettorale diversa, che li “blinda”, e spesso (nei mandati successivi) si circondano di “pupazzi” che alzano la mano a comando, in quanto durante i mandati hanno possibilità di consolidare personalmente il bacino di voti e quindi possono tranquuillamente circondarsi di persone che non li infastidiscano contraddicendoli.
I poteri dei Sindaci, andrebbero sottoposti (specie al Sud) ad una maggiore pressione di controlli legali, ed invece il “governo”, mette tra le mani delle “famigghie” nuove armi per il controllo del consenso: quelle di polizia.
Ma ce l’abbiamo la Polizia, anzi ne abbiamo due (!), perchè non lasciamo alla polizia i poteri di Polizia ed ai Sindaci le funzioni amministrative, pretendendo da entrambi una maggiore efficacia nella loro azione?
Mi chiedo anche se i sindaci potranno costituire delle squadre che possono girare con le camice nere ed i manganelli a caccia di extracomunitari ed avversari politici. Manca solo un piccolo dettaglio: il cambio di denominazione, basta con “sindaco”, chiamiamoli Potestà è più bello!
Ragazzi ditemi che siamo su scherzi a parte.

ANDATE A CASA, e mentre lo fate assicuratevi che Mastella venga processato dal suo giudice naturale.

Ciao Democrazia, feliceiovino.

La dis-INFORMAZIONE Italiana finanziata dallo STATO - Chi ha letto nel Blog di Grillo l'articolo "Il... | Freenot, Partly, Freepartly, Mediaset, Gove

| sabato 29 settembre 2007

La dis-INFORMAZIONE Italiana finanziata dallo STATO - Chi ha letto nel Blog di Grillo l'articolo "Il... | Freenot, Partly, Freepartly, Mediaset, Government

Chi ha letto nel Blog di Grillo l'articolo "Il Capro espiatorio" (http://www.beppegrillo.it/2007/09/il_capro_espiat.html) ha letto questo: "Mastella....
l’indulto non è una sua idea, ne sono convinto. Gli è stato ordinato. Da chi? Dal Parlamento. E chi nel Parlamento lo ha spinto di più? Lui, lo psiconano. Quello che straparla di sicurezza nelle piazze con la badante rossa. Mastella ha detto più volte di aver ricevuto la solidarietà di Berlusconi per l’indulto. Ci credo. L’indulto è servito a non fare entrare in carcere gli amministratori corrotti, non a liberare i pregiudicati."

Il Giornale esce con un articolo dove parla di inciucio tra Grillo e Mastella. Lo Stato attraverso la legge sul finanziamento dell'editoria versa milioni di euro per realizzare questo scempio dell'informazione. Non sono io che mi invento questo, sono le statistiche di freedom house (casa delle libertà, è un ente americano (serio, non la casa della liberta per prescrizione di silvio) che fa delle rilevazioni sul grado di libertà dei paesi del mondo, e tra i vari parametri c'è il grado di libertà dell'informazione. Siamo intorno all'ottantesimo posto, insieme a l Botswana e siamo PARTLY FREE (parzialmente liberi).

A questo governo chiedevamo anche questo

Questa è la tabella di Freedom House, siamo al 79 posto insieme al Botswana :)


Rank

Country

Rating

Status

1

Finland
Iceland

9
9

Free
Free

3

Denmark
Norway
Sweden

10
10
10

Free
Free
Free

6

Belguim
Luxembourg
Netherlands
Switzerland

11
11
11
11

Free
Free
Free
Free

10

Liechtenstein
New Zealand

13
13

Free
Free

12

Andorra
Palau
Portugal

14
14
14

Free
Free
Free

15

Ireland
Marshall Islands

15
15

Free
Free

17

Bahamas
Estonia
Germany
Monaco
St.Vincent & Grenadines
United States

16
16
16
16
16
16

Free
Free
Free
Free
Free
Free

23

Barbados
Jamaica
San Marino

17
17
17

Free
Free
Free

26

Canada
Costa Rica
Lithuania
Malta
St.Lucia

18
18
18
18
18

Free
Free
Free
Free
Free

31

Australia
Dominica
Latvia
United Kingdom

19
19
19
19

Free
Free
Free
Free

35

Czech Republic
Japan
Micronesia
Slovakia
Slovenia
Taiwan

20
20
20
20
20
20

Free
Free
Free
Free
Free
Free

41

Austria
Belize
France
Hungary
Poland
Spain
St. Kitt and Nevis

21
21
21
21
21
21
21

Free
Free
Free
Free
Free
Free
Free

48

Cyprus

22

Free

49

Grenada
Suriname

23
23

Free
Free

51

Mali

24

Free

52

Vanuatu

25

Free

53

Chile
Mauritius
Trinidad & Tobago
Tuvalu

26
26
26
26

Free
Free
Free
Free

57

Guyana
South Africa

27
27

Free
Free

59

Fiji
Ghana
Greece
Israel
Kiribati
Uruguay

28
28
28
28
28
28

Free
Free
Free
Free
Free
Free

65

Hong Kong
Papua New Guinea
Samoa
Sao Tome & Principe

29
29
29
29

Free
Free
Free
Free

69

Benin
Namibia
Nauru
Solomon Islands
South Korea

30
30
30
30
30

Free
Free
Free
Free
Free

74

Cape Verde
Tonga

32
32

Partly Free
Partly Free

76

Bolivia

33

Partly Free

77

Bulgaria
Mongolia

34
34

Partly Free
Partly Free

79

Botswana
Italy

35
35

Partly Free
Partly Free

81

Dominican Republic
India

37
37

Partly Free
Partly Free

83

Antigua & Barbuda
Burkina Faso

38
38

Partly Free
Partly Free

85

Brazil
Croatia
East Timor
Peru

39
39
39
39

Partly Free
Partly Free
Partly Free
Partly Free

89

Philippines
Serbia & Montenegro

40
40

Partly Free
Partly Free

91

Ecuador

41

Partly Free

92

Lesotho

42

Partly Free

93

El Salvador
Mozambique
Panama

43
43
43

Partly Free
Partly Free
Partly Free

96

Nicaragua
Senegal
Romania

44
44
44

Partly Free
Partly Free
Partly Free

99

Argentina
Bosnia-Herzegovina

45
45

Partly Free
Partly Free

101

Comoros
Guinea-Bissau

47
47

Partly Free
Partly Free

103

Mexico
Turkey

48
48

Partly Free
Partly Free

105

Macedonia
Madagascar

49
49

Partly Free
Partly Free

107

Albania
Tanzania
Thailand

50
50
50

Partly Free
Partly Free
Partly Free

110

Congo (Brazzaville)

51

Partly Free

111

Honduras
Uganda

52
52

Partly Free
Partly Free

113

Ukraine

53

Partly Free

114

Nigeria

54

Partly Free

115

Malawi

55

Partly Free

116

Kuwait
Niger

56
56

Partly Free
Partly Free

118

Georgia
Mauritania
Paraguay

57
57
57

Partly Free
Partly Free
Partly Free

121

Guatemala
Kenya
Indonesia
Sri Lanka

58
58
58
58

Partly Free
Partly Free
Partly Free
Partly Free

125

Sierra Leone

59

Partly Free

126

Lebanon
Seychelles

60
60

Partly Free
Partly Free

128

Algeria
Cambodia
Central African Republic
Colombia
Egypt
Jordan
Morocco
Pakistan
Qatar

61
61
61
61
61
61
61
61
61

Not Free
Not Free
Not Free
Not Free
Not Free
Not Free
Not Free
Not Free
Not Free

137

Armenia
Kyrgyzstan
Liberia
Zambia

64
64
64
64

Not Free
Not Free
Not Free
Not Free

141

Angola
Bhutan
Cameroon
Cote d'Ivoire
Malaysia
Moldova
United Arab Emirates

65
65
65
65
65
65
65

Not Free
Not Free
Not Free
Not Free
Not Free
Not Free
Not Free

148

Singapore

66

Not Free

149

Gabon
Guinea

67
67

Not Free
Not Free

151

Bangladesh
Haiti

68
68

Not Free
Not Free

153

Afghanistan
Djibouti

69
69

Not Free
Not Free

155

Maldives
Oman

70
70

Not Free
Not Free

157

Iraq

71

Not Free

158

Bahrain
Russia
Venezuela

72
72
72

Not Free
Not Free
Not Free

161

Azerbaijan
Chad
The Gambia

73
73
73

Not Free
Not Free
Not Free

164

Burundi

74

Not Free

165

Ethiopia
Kazakhstan

75
75

Not Free
Not Free

167

Tajikistan

76

Not Free

168

Brunei
Nepal
Swaziland

77
77
77

Not Free
Not Free
Not Free

171

Togo

78

Not Free

172

Saudi Arabia
Vietnam

79
79

Not Free
Not Free

174

Congo (Kinshasa)
Laos
Yemen

81
81
81

Not Free
Not Free
Not Free

177

China
Somalia
Tunisia

83
83
83

Not Free
Not Free
Not Free

180

Iran
Syria

84
84

Not Free
Not Free

182

Rwanda
Sudan

85
85

Not Free
Not Free

184

IOT/PA*

86

Not Free

185

Belarus
Equatorial Guinea

88
88

Not Free
Not Free

187

Uzbekistan
Zimbabwe

90
90

Not Free
Not Free

189

Eritrea

91

Not Free

190

Burma
Cuba
Libya
Turkmenistan

96
96
96
96

Not Free
Not Free
Not Free
Not Free

194

North Korea

97

Not Free

Freedom house sulla ibertà di stampa in Italia.

Freedom of speech and of the press are constitutionally guaranteed. However, media freedom remained constrained in 2005 by the continued concentration of media power in the hands of Prime Minister Silvio Berlusconi, who controlled 90 percent of the country's broadcast media through his private media holdings and political power over the state television networks. In April 2004, the Senate adopted the Gasparri Law on Broadcasting, which to its credit introduced a number of reforms that will prepare the country for the planned 2006 switchover from analogue to digital broadcasting and the partial privatization of the Italian public broadcasting network, RAI. The reforms potentially make the country's broadcast media more independent of state control. However, the law has been heavily criticized for not providing effective demonopolization measures and thus doing very little to break up the "duopoly" of RAI and Mediaset in broadcasting media. This would allow Berlusconi, in his unique position, to continue his domination of private broadcast media. In July 2004, the Parliament passed the Frattini Law, which addresses the conflict of interest between the prime minister's public office and his media holdings. The law stipulates that persons holding government office cannot "occupy posts, hold office, or perform managerial tasks or any other duties in profit-making companies or other business undertakings." Although this prevents the prime minister from running his own businesses, it does not prevent him from choosing his own proxy, including a family member. However, shortly after Berlusconi's poor showing in the April 2005 elections, Finivest, the company at the apex of his business empire, reduced its stake in media giant Mediaset from 50.9 to 34.3 percent. The move, according to The Guardian, was intended to boost Berlusconi's image for elections scheduled for spring 2006.

In January 2005, a court in Rome condemned RAI for the removal of a TV journalist, Michele Santoro, in 2002. Santoro was one of three journalists critical of the government who were removed from RAI for alleged "criminal use of public television." The Parliament has still not passed a proposed bill that will abolish prison sentences for libel. In May 2005, the Milan offices of Corriere della Sera were searched following approval by the public prosecutor. Local authorities were searching for sources related to a story in the paper the same month about the use of Italian-made Beretta guns in Iraq by al-Qaeda fighters.

Most press outlets are privately owned but are often linked to political parties or run by large media conglomerates that exercise some editorial influence. The print media, which consist of several national newspapers (two of which are controlled by the Berlusconi family), continue to provide diverse political opinions, including those critical of the government. However, Berlusconi controls or influences 6 of the 14 national surface-frequency channels. Mediaset, a company in which he has a major interest and the largest private broadcaster in the country, owns three leading national channels, while RAI, traditionally subject to political pressure, controls three. Mediaset further monopolizes broadcast advertising revenues. In 2004, Mediaset received 58 percent of all advertisement revenues, while RAI received 28 percent. The other commercial nationwide networks receive less than 2 percent of revenues, and the hundreds of local/regional television stations combined receive only 9 percent. In late 2003, the government enacted a temporary waiver that removed a previous restriction on one person owning more than two national broadcasting stations, allowing Retequattro, one of three television stations owned by the Berlusconi-dominated Mediaset group, to continue terrestrial broadcasting. The government generally does not restrict access to the internet; however, the government can block foreign-based internet sites if they contravene national laws. After the London bombings in July 2005 by Islamic extremists, Italy's Parliament approved a new antiterror law that includes surveillance of the internet and requires a license to operate an internet cafe.

Un saluto ad un amico

| mercoledì 19 settembre 2007

Di precarietà si muore nell'assoluta indifferenza e silenzio dei Sindacati e dei mezzi di comunicazione, e spesso anche dei colleghi e degli amici perchè debbono forse continuare la loro vile strategia di servilismo. Il precariato è una trappola mentale e psicologica, e moltissime volte morire può essere una via di fuga.
Comuque sia e per qualsisi motivo tu lo abbia fatto, ciao.

Scuola e legalità, per chi suona la campan

| lunedì 17 settembre 2007

DIREGIOVANI.IT agenzia DIRE
Driinn!!! Suona per la prima volta la campanella in molte scuole campane. Suona per tutti. Anche per chi la scuola la considera poco o niente.

Il trillo più forte è quello che parte da Casal di Principe, provincia tristemente nota di Caserta, e raggiunge tutto lo Stivale: è il trillo della legalità. Contro le mafie, i soprusi, l'illegalità si è, infatti, levata la campana della Regione Campania che, con l'assessore all'Istruzione, Corrado Gabriele, ha radunato i media e gli alunni nella piazza di un paese rubato ai suoi stessi abitanti.

A Casal di Principe, feudo della camorra, oggi erano in tanti: i ragazzi delle scuole del territorio e dei comuni limitrofi, Fausto Bertinotti, presidente della Camera, Roberto Saviano, autore del libro-inchiesta “Gomorra”, Francesco Forgione, presidente della Commissione Antimafia e poi Aldo Pecora portavoce del movimento di Locri “Adesso ammazzateci tutti". Tutti riuniti per rispondre all'invito dell'assessore Gabriele che provocatoriamente ha scritto una lettera ai ladri di sogni, Antonio Iovine e Michele Zagaria, esponenti latitanti del più forte clan della camorra campana: quello dei casalesi.

Il giorno dell'inizio del nuovo anno scolastico è divenato il giorno della memoria per le vittime delle mafie, tutte. Don Peppe Diana, Giancarlo Siani, Peppino Impastato e poi ancora Silvia Ruotolo, Gigi e Paolo, Annalisa Durante non ci sono più perchè vittime di quell'organizzazione criminale che uccide di più: la camorra.

Così Bertinotti e Saviano, stretti dall'augurio che il nuovo anno scolastico sia il passo di una nuova era, sono intervenuti per rivendicare il diritto alla cittadinanza: l'appartenenza a luoghi che siano onestamente produttivi, contro tutto e tutti, contro il mal costume criminale. In particolare proprio il giovane scrittore ha indicato quanto la rinascita può avvenire solo dalla voglia di spendersi per far crescere onestamente un territorio: Casal di Principe non è dissimile dal resto dell'Italia. Le nuove generazioni di ragazze e ragazzi sono una risorsa per sé stessi e per lo sviluppo della società. E' quindi indispensabile, per alimentare il riscatto, che lo sappiano gli stessi giovani protagonisti.

Walter Veltroni, il gatto e la volpe

| giovedì 21 giugno 2007

........................Fassino e D’Alema, che non sono due pivelli, hanno preso atto dell’investitura popolare e anticipando i tempi hanno incoronato Walter Veltroni leader del futuro Partito Democratico. Una mossa inevitabile ma allo stesso tempo tattica. Se il Partito Democratico condotto da Veltroni continuasse nell’emorragia di voti, se la coalizione di centrosinistra perdesse le prossime elezioni politiche (come è più che probabile), il primo a restare col cerino in mano sarebbe proprio Veltroni. Con Veltroni bruciato e sconfitto, Fassino e D’Alema avrebbero vita facile nella scalata ai vertici del partito.................

mi sa che l’hanno anticipato per sottoporlo alla macchina demolitrice berlusconiana. E poi non vi siete accorti che o destra o sinisrta al potere non cambia nulla? Lo stato passa di mano in mano ma le vere mani che detengono il potere non sono le nostre, il popolo, sono quelle delle banche, confindustria etc.Un manipolo di poche migliaia di uomini che fanno la voce più grossa di 54 milioni di persone. Il partito democratico è un operazione che serve a buttare la zavorra delle promesse elettorali non mantenute: precari, pensioni, comunicazione etc….La classe dirigente Ds non si identifica più con queste lotte perchè ha innalzato il suo ceto e non si identifica più in queste necessità. Così per mantener fede alle promesse fatte a confindustria si stacca dalla “sinistra radicale” per mantenere e “conservare” le posizioni acquisite, lasciando rifondazione e gli altri a fare da baluardo dei diritti e della normalità.Si perchè di normalità si tratta,- avere la certezza del diritto è un principio di normalità (e non comunista),-avere diritto all’uguaglianza dei cittadini lavoratori è un principio normale-avere diritto ad una pari dignità sul lavoro fa parte della normalità
ma non si sa perchè in Italia questi debbano essere principi comunisti (e quindi non li otterremo mai).

felice iovino

http://feliceiovino.wordpress.com/2007/06/20/i-baroni-ed-i-faraoni/

I Baroni ed i Faraoni.

|

Bella l’Italia, con i suoi Vertici inamovibili e le basi precarie, perché qui “chi comanda fa legge”, e bisogna dire che le leggi sanno cucirsele addosso come un vestito, anzi direi come una corazza, dato che anche quelli corrotti e con altri reati di natura penale, sono ancora li in sella, con il loro caro giubbotto antiproiettile.
Chi comanda fa legge, ed il bello è che fanno finta di tenere alle loro Aziende, che inesorabilmente e sistematicamente svenano, in un turbinio di sottrazioni che hanno imparato a fare apparire legali. E’ il fenomeno dei Faraoni, quelli che un tempo erano i Baroni, hanno oggi immensamente accresciuto il loro potere, proprio in virtù delle esperienze vissute in passato dalla classe dirigente-dominante del nostro paese, quella, per capirci, presa a monetine negli anni 90.
Si sono creati intorno uno schermo,
hanno diviso la classe lavoratrice in tanti piccoli ceti
hanno precarizzato il lavoro anche dove non ce n’è alcuna necessità
hanno creato barriere all’ingresso, per vari motivi, attentamente sorvegliate dagli stessi lavoratori non precari.
Hanno diviso, attraverso false speranze e false aspettative, spessissimo disattese, anche i lavoratori precari, che pur essendo 5.000.000, ognuno conduce la sua lotta personale che perderà inesorabilmente.
non esiste più una coscienza comune dei lavoratori
hanno allontanato le nuove generazioni dalla politica, riempiendoli di falsi miti, dandogli come modelli cialtroni e sgualdrine, pubblicizzati all’inverosimile e senza un vero motivo, proprio per creare la speranza nei giovani del ceto più basso, di poter riuscire nella vita senza fare un cazzo, cosa che creerà solamente la classe subordinata dei prossimi 2000 anni.
detengono l’informazione di massa e la controllano attraverso i vari enti preposti, ed una scarsa libertà d’azione dei soggetti addetti alla comunicazione,
Hanno innalzato oltre il livello di guardia la tolleranza dei reati di corruzione, hanno abbassando oltre il limite quello del concetto della “certezza del diritto”,
I sindacati non hanno più il ruolo di rappresentanza dei lavoratori e nemmeno quella degli iscritti. Rappresentano solo quelli che sono gia ampiamente rappresentati in termini contrattuali e diritti maturati. I precari, in caso di recriminazioni vengono allontanati per un po, a scopo intimidatorio, per poi riprendere il “mobbing congenito” al rientro. Nessuna sigla esclusa, chi vi scrive è iscritto alla CGIL, ma, il nostro rappresentante aziendale, quando gli fai qualche legittima domanda sulla stabilizzazione sulle prime ti dice ” ma vuoi fare polemica”?, dopodiché parla in terza persona a nome dell’azienda, comprendendo i motivi che la spingono a non stabilizzare i lavoratori (…”e mettiamo che fra qualche anno non c’è più il lavoro che abbiamo adesso?…. raccapricciante). I precari non vengono rappresentati dai precari, e questo è il più grande problema di questa nuova categoria di lavoratori , che possono sperare solo in una liberalizzazione a 360° del mondo del lavoro (tutti a contratto come in America), per far aprire finalmente spazi occupati dai fancazzisti iperprotetti dal “sistema” e dal catastrofico statuto dei lavoratori degli anni 70 (per il quale mi sono ahimè anche battuto per difenderlo), e per scongiurare questa flessibilità a 90° che questo stato ha cucito addosso alle nuove generazioni.
La verità è che sindacalisti e lavoratori stabilizzati non vogliono nuovi soggetti con le stesse estensioni contrattuali, si preoccupano perché le tutele del lavoratore a tempo indeterminato, la leggendaria figura che ogni precario ambisce e “spera di diventare, sono davvero troppe. Così vorrebbero offrirti su un piatto d’argento una vita ed una morte da precario e continuarti a vessare finchè muori. Nella azienda dove lavoro qualcuno dice “o ttiddì addamurì” :il lavoratore a tempo determinato deve morire, ma non ottenere i nostri privilegi. Ed allora penso che essendo 5.000.000 (cinque milioni) i lavoratori precari (Casini con la metà ci vuole governare l’italia), potemmo chiedere ed ottenere due cose (mentre Prodi e gli altri che abbiamo votato, pensa ancora un po il da farsi) :

1. Lavoratori precari al tavolo di trattative sindacali con pari forza e dignità.
oppure
2. Liberalizzazione totale e retroattiva (abolizione dei diritti quesiti) del mercato del lavoro, che verrebbe liberalizzato e reso più vicino al concetto di produzione, con conseguente valorizzazione delle capacità personali di ognuno e conseguente capacità contrattuale, con un sistema di vertici e dirigenze non inamovibili ma impegnate alla qualità ed al risultato.
Nel caso si arrivi a questa seconda ipotesi (basta prendere accordi, compatti, con il prossimo governo di destra, che sarà ben lieto di fare questa legge) stavolta al proclama dello sciopero generale per l’abolizione dello Statuto dei Lavoratori, i Precari dovranno restari li fermi al loro posticino di lavoro e produrre. Senza muovere un solo dito. Son certo che la produzione non avrà alcuna flessione (producono quasi tutto loro). Vediamo se rinasce lo spirito di classe.

Ultima considerazione importante e che tutto questo non venga rappresentato dal partito comunista. Questi erano alcuni dei cavalli di battaglia, che l'attuale coalizione al governo ha cavalcato durante la campagna elettorale.
Adesso tenteranno di liberarsi della zavorra delle promesse fondando il partito democratico, lasciando ai partiti che loro chiamano della "sinistra radicale" l'onere della difesa delle classi più deboli (è buffo che in italia quando chiedi una cosa normale dove non si ruba o si truffa o sei comunista o sei "un sinistro radicale") .

Con cinque milioni di persone fondi un nuovo partito e puoi fare anche la voce grossa, senza l'uso di alcun tipo di violenza, senza abbracciare l'ideologia comunista (che sarebbe bellissima ma è altrettanto inattuabile). Con cinque milioni di iscritti puoi fondare il primo sindacato nazionale, altro che rappresentanza al tavolo delle trattative.

Se hai capito questo messaggio diffondilo, se vuoi fai copia e incolla e aggiungi il tuo nome , in fondo, fa in modoi che questo scritto circoli il più velocemente possibile.
scrivimi


feliceiovino

(civoglionolaterrasullepalle)

Glassnews2003

| martedì 15 maggio 2007

Puoi collaborare a questo manifesto firmandolo e aggiungendo quello che
secondo te manca per avere un‘informazione più trasparente

Glassnews2003 è un "insieme di regole" che ad oggi, 16\11\03, operatori della
comunicazione, hanno messo a punto, al fine di dare sempre più trasparenza ed
imparzialità all’informazione, troppo spesso manipolata ed asservita ai potenti
di turno.

Tuttavia trovo il mondo dell’informazione estremamente non corrispondente alle
esigenze della società reale per cui non posso non provare almeno a cercare una
serie di regole che almeno in parte cerca di limitare la possibilità di
manipolazione dell’informazione che comunque rimane legata all’etica ed alla
deontologia degli operatori.



Il sistema glassnews2003 permette all’ascoltatore di avere una visione neutra ed
incontaminata, per quanto possibile (la malafede è sempre in agguato) della
notizia attraverso alcune informazioni essenziali: le immagini ed i suoni,
l’ambiente, le voci e le interviste che saranno integrali e senza tagli. I salti
temporali saranno visualizzati attraverso l’orologio sempre in evidenza sullo
schermo.



Oggi la deontologia dell’informazione è orientata verso il “non dire”, non
nuocere i potenti, anche a scapito della verità. Sono premiati i giornalisti più
indulgenti mentre sono epurati quelli recalcitranti.



Come sappiamo non siamo un modello nel mondo in fatto di libertà di
informazione, come moltissime cose anche l’informazione in Italia è stata
asservita ai gruppi industriali e di potere.



Il manifesto di glassnews2003

a) Ripresa Audio e Video


1. Le immagini delle news devono essere reali, non è concessa nessuna
simulazione, (come avviene ad esempio spesso in operazioni di polizia, finanza o
esercito…).

2. Il sonoro deve essere quello risultante dal “grezzo” e mai post prodotto
separatamente dalle immagini, il commento del giornalista va fatto in video e
dev’essere contemporaneo all’azione che si sta documentando.

3. Non è ammesso quindi il commento del giornalista in sede separata.

4. La musica è ammessa solo se fa parte dell’ambiente

5. La cinepresa deve essere a spalla

6. Il filmato deve essere a colori ed in 4\3

7. Non sono concesse illuminazioni speciali.

8. Il lavoro sulle ottiche e sui filtri è proibito (è proibito attaccare calze
agli obiettivi.)

9. L’operatore dovrà registrare l’orologio1 come time\code in modo che siano
palesi ed evidenti i salti temporali.

10. Le immagini di repertorio vanno segnalate con un’apposita scritta.

11. In caso di intervista si spiegherà all’intervistato che è ripreso in
“glassnews2003” specificandogli il tempo che ha a disposizione. Sarà lui stesso
a dare il segnale dell’inizio della dichiarazione con il verbo “comincio a dire
che…” e chiuderà con “è tutto”.

12. L’opinione esposta nelle interviste deve riguardare i fatti accaduti e non
la controparte politica.

13. Durante i cortei vanno riprese immagini dentro la manifestazione
raccogliendo i motivi dei manifestanti. Per cui per documentare una
manifestazione occorrono sempre due telecamere con gli orologi sincronizzati.

14. Consideriamo assolutamente alterato il report di una manifestazione
documentato con immagini riprese con il teleobiettivo ed una voce a commento.


15. Va sentita in glassnews anche la controparte del corteo (ente istituzione,
industria etc.).









b) Montaggio



1. Ogni pezzo comincia da nero con una scritta che comprende la data l’ora che
scorre come time code ed il luogo.

2. Per tutta la durata del pezzo vi rimarranno in sovrimpressione in uno o più
angoli dello schermo.

3. Il sonoro va tagliato con il video senza alcun tipo di slittamento o peggio
sovrapposizione di audio di ambiente o parlato.

4. I servizi dureranno da 1’30” a 3’

5. Non sono ammesse immagini di repertorio.

6. L’audio va lasciato così com’è, non può essere filtrato ne manipolato nelle
sue frequenze.

7. la traccia del microfono d’ambiente e la traccia del microfono per la voce
per raccogliere soggettive audio vanno livellate insieme in modo che l’una non
escluda l’altra.

8. l’intervista non va tagliata.

9. Va sempre riportata contestualmente anche l’opinione opposta per un numero
uguale di secondi.

10. Il montaggio di una manifestazione può alternarsi con immagini dall’interno
del corteo a campi lunghi, sempre che la sequenza tra le due immagini abbia una
continuità di time code al frame. Le due camere inviate quindi dovranno avere
una sincronizzazione degli orologi.

Andrea Rivera, sei un vero coglione!

| sabato 12 maggio 2007

Da la Repubblica: “L’Osservatore romano giudica come “vili attacchi” quelli pronunciati dal palco durante il Concertone di ieri a Roma, e paragona le parole di Andrea Rivera, uno dei conduttori, a un gesto di “terrorismo”. Dal palco di San Giovanni Rivera aveva attaccato il Papa, e la Chiesa che “non si è mai evoluta”: “Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana” aveva scandito al microfono”.
L’attacco dell’Osservatore. Il quotidiano della Santa Sede equipara le parole di Rivera a un atto “terroristico”: “E’ terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore. E’ vile e terroristico lanciare sassi, questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile”.
Del resto lo stesso direttore di Raitre Paolo Ruffini, unitamente ai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, si sono prontamente dissociati da quanto detto da Rivera.
Considerazioni:
Rivera sei un un Coglione. Ma non perchè non hai detto cose veritiere…. Ma perchè sei andato ad immolarti sull’altare sbagliato, (come del resto facciamo tutti noi coglioni, quando ci viene data l’occasione di immolarci :). “Andrea, non riceverai nessun monumento, almeno per i prossimi 220 anni”, almeno finchè non si compirà il nuovo ciclo democratico in italia (monarchia-tirannia-democrazia-oligarchia), e la chiesa sarà ancora li a decidere sull’evoluzione del nostro paese, non secondo i canoni cristiani (che sono quelli della tolleranza, del vivere in pace, essere socialmente solidali, di apertura e amore verso gli altri), ma secondo quelli del Tempio, attento a non perdere nemmeno una briciola del potere accumulato. E gestire l’unione fondamentale su cui si basa tutta la società e scandirne i vari momenti è un enorme potere, sul quale la Chiesa non farà mettere le mani a nessuno. In Europa si è approvata una legislazione in materia di convivenze civili che in Italia non verrà mai attuata perchè siamo governati ed amministrati dai pupazzi del Clero. E la morale è sempre quella: chi procura i voti? Siamo certi che il clero non gestisca il voto dei propri fedeli (i quali sarebbero ben felici di assecondare il volere divino)? E se, “procedendo per assurdo”, fosse il clero a procurare i voti a molti degli eletti nelle istituzioni civili, ti sembra possibile che gli eletti non onorino l’aiuto ricevuto schierandosi dalla parte del volere ecclesiastico? Non ti sembra strano che persino i sindacati, che dovrebbero rappresentare la parte laica del paese, quella dei diritti fondamentali e della difesa delle classi piu deboli, ti abbiano fatto terra bruciata intorno? “Rivera? E chi lo conosce!” Eppure hai detto una cosa vera, incontestabile. Non ti sembra strano che si va verso una legge elettorale che sa di “partito unico”con sbarramenti per le minoranze che avranno sempre meno diritti e meno voce in capitolo in nome della “governabilità del paese”. Perchè il nostro è un paese difficile da governare perchè è già governato, attraverso lunghi fili che muovono “pupazzi”.Tu sei vivo, non hai fili, sei sfuggito al controllo dei “pupari” ed hai detto una cosa che non si doveva dire (non in Italia), così potrai calare il tuo bel cartello di “fine delle trasmissioni” e sta sicuro che non finirai nemmeno nell’elenco dei “martiri della comunicazione”, perchè non servi a dimostrare che c’è in atto un attacco alla libertà di informazione. E poi sei andato a toccare una cosa trasversale: la chiesa!

La grande divisione d’Italia

| martedì 8 maggio 2007


Alla luce di quanto accade sotto i nostri occhi allibiti, la cara classe dirigente “sinistra” (nel senso di ambigua), ha pensato bene di attuare il vero colpo di genio, il FINAL CUT di un film che avevamo già visto in precedenza, il gesto che scolpirà a caratteri cubitali nella roccia, l’appellativo “coglione” così amato in campagna elettorale dal popolo della sinistra: l'operazione " partito Democratico". A giudicare dai personaggi raccattati in giro dalla Margherita non ci si poteva aspettare di meglio, li avevo visti trafficare, indaffarati come ai tempi della migliore Democrazia Cristiana, ma non mi aspettavo che ad un anno dalle elezioni si fossero già dichiarati e sdoganati da invocare a piena voce la nascita del GRANDE PARTITO DI CENTRO. I diessini che potevano fare? Isolarsi a sinistra coi comunisti, perdendo così la caratteristica di partito di governo, perchè parliamoci chiaro i comunisti in italia non potranno mai governare, poichè dovrebbero attuare finalmente le riforme comuniste e quindi rivoluzionarie (abolire la proprietà privata, etc….) e non c’è nemmeno più l’Unione Sovietica a sostenere tale volontà, come succedeva nel secolo scorso. Il quadro è così nitido, che i Diessini hanno dovuto premere l’accelleratore per coalizzarsi, prima che la Magherita volesse fare un tentativo con l’UDEUR e l’UDC di Casini, e creare un partito di maggioranza relativa coi vari dissidenti confluiti da Forza Italia e riformare la tanto sospirata, quanto mai dimenticata, Democrazia Cristiana, con la benedizione di Silvio Berlusconi che sarebbe potuto andare di nuovo ad occuparsi delle sue aziende, governando longa manu attraverso i “pupazzi” ai quali avrebbe dispensato visibilità, in base alla “fedeltà dimostrata” come faceva ai vecchi tempi. Così addio riforme, addio Stato giusto ed equo, addio regole del gioco che stiamo aspettando da decenni,per cominciare la partita.Ed allora il popolo della sinistra deve fare un attenta analisi, su dove sbaglia continuamente.Ed uno dei più grossi errori che commette il popolo progressista Italiano (perchè di fondo nessuno è comunista davvero in Italia), è quello di identificare da 60 anni la lotta per i diritti, per l’equità e le regole con il comunismo. E’ un gravissimo errore strategico, che ci porta a non ottenere mai le regole fondamentali del vivere in comune. Ad. es. l’abolizione dei conflitti di interesse nelle cariche pubbliche è diventato un principio comunista (quando è un principio liberale di tutte le democrazie capitaliste evolute), e potresti anche diventare un sovversivo chiedendo l’incompatibilità di certe cariche pubbliche con l’elettorato passivo, ad es. arriverei ad escludere i medici dalle competizioni elettorali in quanto hanno il “ius vitae ac necis” sui loro pazienti, i quali potrebbero essere influenzati e non votare di coscienza. Ma come si può sollevare questo dubbio senza passare per sovversivo e comunista?. Escluderei tutti i funzionari dello stato, tutti giudici e tutti quelli che attraverso il ruolo e la funzione che svolgono possono determinare nell’elettore una mancanza di liberta o il minimo senso di coazione psicologica. Ma questi, in Italia, sono discorsi da comunista. Si comincia cosi e si finisce per abolire la proprietà privata……E cosi aspettiamoci il rigurgito Democristiano che avrà il suo sfogo, opere pubbliche appaltate alla mafia, con 12000 varianti ed un costo 100 volte superiore al valore iniziale…Aspettiamoci consulenze plurimiliardarie, aspettiamoci un ulteriore inasprimento del nepotismo, di fancazzisti nei pubblici uffici, nelle università, nelle istituzioni, aspettiamoci un ritorno di orgoglio mai sopito da parte dei “compilatori di A4″, che tra sovvenzioni comunali, provinciali,regionali,statali ed Europee, specie al Sud tolgono per sempre la possibilità di uno sviluppo economico in quanto i soldi non verranno investiti, ma come al solito finiranno sui soliti conti correnti non di chi produce e quindi reinveste e produce occupazione, ma di coloro che li investono in lussi personali.
Insomma la grande divisione è tra ” furbi e coglioni ”

feliceiovino

Rifondare il giornalismo.

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Ma come si fa a non capire che il giornalismo va completamente RIFONDATO!!Il mestiere che dovrebbe raccontare, controllare, spiegare, si è trasformato nel mestiere del silenzio! Ognuno è asservito alla sua parrocchia (ed a proposito di parrocchie non mancano casi in cui i soggetti in questioni sono alle dirette dipendenze di cardinali o vescovi!!)In Italia non ci sono più giornalisti, questa categoria è stata completamente cancellata, al suo posto è venuto fuori un altro mestiere: il lecca…..smo.Non saprete mai la verità da un servizio giornalistico, perchè ognuno teme di ledere il suo padroncino, ed è anche per questo che nei Tg sono ormai sempre più frequenti i servizi che parlano di ricette o di concorsi di bellezza, ma nessun accenno a fatti che interessano davvero la nazione. Non vi manca un bell’approfondimento in prima serata sulla vicenda processuale di Berlusconi riguardo alla Mondadori ed i giudici di Roma? L’avete mai vista? Io no. Un bell’approfondimento sul perchè Previti è stato condannato ed invece il Berlusca è ancora a piede libero (nella casa della libertà :)) “di silvio”).Nessuno ha gridato allo scandalo, non un righino, nessuno che abbia sollevato la questione e far contare la metà degli “intelligentoni” (i non coglioni) italiani sul naso e fargli scoprire che 2+2 fa 4? Se Previti compie qualcosa per avvantaggiare Berlusconi ed è colpevole (condannato), non vi viene il sospetto che il Berlusca dovrebbe se non proprio fargli compagnia, ma almeno sparire definitivamente dalla scena politica ed imprenditoriale italiana?Invece no. Non vi indigna che un mestiere così delicato come il giornalismo, che è il sottile filo che unisce la gente ai fatti che accadono in un paese sia passibile di manipolazioni, affiliazioni, simpatizzazioni…….. La freedom house qualche tempo fa ci ha messo tra i paesi “quasi liberi”, questo lo vorrei ricordare ai politici di nuova nomina e di maggioranza, che hanno promesso una redistribuzione della libertà di espressione nel nostro paese.Ricordatevi che senza rifondare il giornalismo, rimarremo paese semilibero.
feliceiovino

Scontro generazionale

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Ragazzi… ragazzi…Tra un drink e l’altro qualcuno riesce a ricordarsi del suo futuro. …Qualche anno fa non era così… Si era un po più attenti. Certo che dovevi comunque votare per i Gava ed i Pomicino di turno per lavorare, ma una volta assunti….Così dopo un po arrivarono gli anni 70 e dopo aspre lotte arrivò anche lo Statuto dei lavoratori. Bei tempi. Quella si che era una generazione che sapeva quello che voleva.Tra i politici ed i lavoratori (entrambi figli del popolo) si trovò un compromesso: la mobilitazione era tanta.Quella stessa generazione ha pensato bene di calare le barriere all’ingresso al mondo del lavoro…Bevete ragazzi, bevete…..Se poi qualcuno ha la fortuna di lavorare in qualche azienda potrà scoprire che sono proprio quelle stesse vecchie generazioni o quelle immediatamente successive quelle più ostili ai nuovi ingressi (per svariati motivi: perchè vogliono gestire loro gli ingressi, perchè hanno figli da sistemare….)E spesso hanno bisogno di lavoratori “inferiori” su cui sfogare le loro frustazioni. Insomma il precario non può avere le stesse sue aspirazioni, non ha mai ragione anche quando ha due lauree, non andrà mai in pensione, ma mi pagherà la pensione fino alla fine dei miei giorni nonostante io gli abbia reso la vita impossibile!I sindacati della mia azienda quando tratta i diritti dei precari al tavolo delle trattative manda un Tempo indeterminato che puntualmente torna a casacon un pugno di fagioli per i precari e altri diritti per gli “interni”. Sono stato il primo precario ad iscriversi alla Cgil (e per avere l’iscrizione ho dovuto aspettare 4 anni, perchè era una iscrizione “anomala”, tutti gli altri precari sono stati “invitati ad iscriversi” alla Cisl qualche mese dopo).Alla compagine “interna” della Cgil quando parli di precariato li vedi storcere il naso, fanno finta di prestarti attenzione ma non gliene frega un emerito!Allora visto che vogliamo la liberalizzazione del mercato del lavoro direi di precarizzare tutto il mondo del lavoro!!Se questo governo non metterà mano alla legge sul precariato direi che possiamo passare dall’altra parte dove almeno ci garantirebbero un mezzo gaudio con l’abolizione dell’art. 18 e ci libererebbero del fardello delle pensioni da pagare a queste generazioni che non stanno avendo alcuna compassione per noi… spero che noi non ne avremo per loro!