Glassnews2003

| martedì 15 maggio 2007

Puoi collaborare a questo manifesto firmandolo e aggiungendo quello che
secondo te manca per avere un‘informazione più trasparente

Glassnews2003 è un "insieme di regole" che ad oggi, 16\11\03, operatori della
comunicazione, hanno messo a punto, al fine di dare sempre più trasparenza ed
imparzialità all’informazione, troppo spesso manipolata ed asservita ai potenti
di turno.

Tuttavia trovo il mondo dell’informazione estremamente non corrispondente alle
esigenze della società reale per cui non posso non provare almeno a cercare una
serie di regole che almeno in parte cerca di limitare la possibilità di
manipolazione dell’informazione che comunque rimane legata all’etica ed alla
deontologia degli operatori.



Il sistema glassnews2003 permette all’ascoltatore di avere una visione neutra ed
incontaminata, per quanto possibile (la malafede è sempre in agguato) della
notizia attraverso alcune informazioni essenziali: le immagini ed i suoni,
l’ambiente, le voci e le interviste che saranno integrali e senza tagli. I salti
temporali saranno visualizzati attraverso l’orologio sempre in evidenza sullo
schermo.



Oggi la deontologia dell’informazione è orientata verso il “non dire”, non
nuocere i potenti, anche a scapito della verità. Sono premiati i giornalisti più
indulgenti mentre sono epurati quelli recalcitranti.



Come sappiamo non siamo un modello nel mondo in fatto di libertà di
informazione, come moltissime cose anche l’informazione in Italia è stata
asservita ai gruppi industriali e di potere.



Il manifesto di glassnews2003

a) Ripresa Audio e Video


1. Le immagini delle news devono essere reali, non è concessa nessuna
simulazione, (come avviene ad esempio spesso in operazioni di polizia, finanza o
esercito…).

2. Il sonoro deve essere quello risultante dal “grezzo” e mai post prodotto
separatamente dalle immagini, il commento del giornalista va fatto in video e
dev’essere contemporaneo all’azione che si sta documentando.

3. Non è ammesso quindi il commento del giornalista in sede separata.

4. La musica è ammessa solo se fa parte dell’ambiente

5. La cinepresa deve essere a spalla

6. Il filmato deve essere a colori ed in 4\3

7. Non sono concesse illuminazioni speciali.

8. Il lavoro sulle ottiche e sui filtri è proibito (è proibito attaccare calze
agli obiettivi.)

9. L’operatore dovrà registrare l’orologio1 come time\code in modo che siano
palesi ed evidenti i salti temporali.

10. Le immagini di repertorio vanno segnalate con un’apposita scritta.

11. In caso di intervista si spiegherà all’intervistato che è ripreso in
“glassnews2003” specificandogli il tempo che ha a disposizione. Sarà lui stesso
a dare il segnale dell’inizio della dichiarazione con il verbo “comincio a dire
che…” e chiuderà con “è tutto”.

12. L’opinione esposta nelle interviste deve riguardare i fatti accaduti e non
la controparte politica.

13. Durante i cortei vanno riprese immagini dentro la manifestazione
raccogliendo i motivi dei manifestanti. Per cui per documentare una
manifestazione occorrono sempre due telecamere con gli orologi sincronizzati.

14. Consideriamo assolutamente alterato il report di una manifestazione
documentato con immagini riprese con il teleobiettivo ed una voce a commento.


15. Va sentita in glassnews anche la controparte del corteo (ente istituzione,
industria etc.).









b) Montaggio



1. Ogni pezzo comincia da nero con una scritta che comprende la data l’ora che
scorre come time code ed il luogo.

2. Per tutta la durata del pezzo vi rimarranno in sovrimpressione in uno o più
angoli dello schermo.

3. Il sonoro va tagliato con il video senza alcun tipo di slittamento o peggio
sovrapposizione di audio di ambiente o parlato.

4. I servizi dureranno da 1’30” a 3’

5. Non sono ammesse immagini di repertorio.

6. L’audio va lasciato così com’è, non può essere filtrato ne manipolato nelle
sue frequenze.

7. la traccia del microfono d’ambiente e la traccia del microfono per la voce
per raccogliere soggettive audio vanno livellate insieme in modo che l’una non
escluda l’altra.

8. l’intervista non va tagliata.

9. Va sempre riportata contestualmente anche l’opinione opposta per un numero
uguale di secondi.

10. Il montaggio di una manifestazione può alternarsi con immagini dall’interno
del corteo a campi lunghi, sempre che la sequenza tra le due immagini abbia una
continuità di time code al frame. Le due camere inviate quindi dovranno avere
una sincronizzazione degli orologi.

Andrea Rivera, sei un vero coglione!

| sabato 12 maggio 2007

Da la Repubblica: “L’Osservatore romano giudica come “vili attacchi” quelli pronunciati dal palco durante il Concertone di ieri a Roma, e paragona le parole di Andrea Rivera, uno dei conduttori, a un gesto di “terrorismo”. Dal palco di San Giovanni Rivera aveva attaccato il Papa, e la Chiesa che “non si è mai evoluta”: “Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana” aveva scandito al microfono”.
L’attacco dell’Osservatore. Il quotidiano della Santa Sede equipara le parole di Rivera a un atto “terroristico”: “E’ terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore. E’ vile e terroristico lanciare sassi, questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile”.
Del resto lo stesso direttore di Raitre Paolo Ruffini, unitamente ai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, si sono prontamente dissociati da quanto detto da Rivera.
Considerazioni:
Rivera sei un un Coglione. Ma non perchè non hai detto cose veritiere…. Ma perchè sei andato ad immolarti sull’altare sbagliato, (come del resto facciamo tutti noi coglioni, quando ci viene data l’occasione di immolarci :). “Andrea, non riceverai nessun monumento, almeno per i prossimi 220 anni”, almeno finchè non si compirà il nuovo ciclo democratico in italia (monarchia-tirannia-democrazia-oligarchia), e la chiesa sarà ancora li a decidere sull’evoluzione del nostro paese, non secondo i canoni cristiani (che sono quelli della tolleranza, del vivere in pace, essere socialmente solidali, di apertura e amore verso gli altri), ma secondo quelli del Tempio, attento a non perdere nemmeno una briciola del potere accumulato. E gestire l’unione fondamentale su cui si basa tutta la società e scandirne i vari momenti è un enorme potere, sul quale la Chiesa non farà mettere le mani a nessuno. In Europa si è approvata una legislazione in materia di convivenze civili che in Italia non verrà mai attuata perchè siamo governati ed amministrati dai pupazzi del Clero. E la morale è sempre quella: chi procura i voti? Siamo certi che il clero non gestisca il voto dei propri fedeli (i quali sarebbero ben felici di assecondare il volere divino)? E se, “procedendo per assurdo”, fosse il clero a procurare i voti a molti degli eletti nelle istituzioni civili, ti sembra possibile che gli eletti non onorino l’aiuto ricevuto schierandosi dalla parte del volere ecclesiastico? Non ti sembra strano che persino i sindacati, che dovrebbero rappresentare la parte laica del paese, quella dei diritti fondamentali e della difesa delle classi piu deboli, ti abbiano fatto terra bruciata intorno? “Rivera? E chi lo conosce!” Eppure hai detto una cosa vera, incontestabile. Non ti sembra strano che si va verso una legge elettorale che sa di “partito unico”con sbarramenti per le minoranze che avranno sempre meno diritti e meno voce in capitolo in nome della “governabilità del paese”. Perchè il nostro è un paese difficile da governare perchè è già governato, attraverso lunghi fili che muovono “pupazzi”.Tu sei vivo, non hai fili, sei sfuggito al controllo dei “pupari” ed hai detto una cosa che non si doveva dire (non in Italia), così potrai calare il tuo bel cartello di “fine delle trasmissioni” e sta sicuro che non finirai nemmeno nell’elenco dei “martiri della comunicazione”, perchè non servi a dimostrare che c’è in atto un attacco alla libertà di informazione. E poi sei andato a toccare una cosa trasversale: la chiesa!

La grande divisione d’Italia

| martedì 8 maggio 2007


Alla luce di quanto accade sotto i nostri occhi allibiti, la cara classe dirigente “sinistra” (nel senso di ambigua), ha pensato bene di attuare il vero colpo di genio, il FINAL CUT di un film che avevamo già visto in precedenza, il gesto che scolpirà a caratteri cubitali nella roccia, l’appellativo “coglione” così amato in campagna elettorale dal popolo della sinistra: l'operazione " partito Democratico". A giudicare dai personaggi raccattati in giro dalla Margherita non ci si poteva aspettare di meglio, li avevo visti trafficare, indaffarati come ai tempi della migliore Democrazia Cristiana, ma non mi aspettavo che ad un anno dalle elezioni si fossero già dichiarati e sdoganati da invocare a piena voce la nascita del GRANDE PARTITO DI CENTRO. I diessini che potevano fare? Isolarsi a sinistra coi comunisti, perdendo così la caratteristica di partito di governo, perchè parliamoci chiaro i comunisti in italia non potranno mai governare, poichè dovrebbero attuare finalmente le riforme comuniste e quindi rivoluzionarie (abolire la proprietà privata, etc….) e non c’è nemmeno più l’Unione Sovietica a sostenere tale volontà, come succedeva nel secolo scorso. Il quadro è così nitido, che i Diessini hanno dovuto premere l’accelleratore per coalizzarsi, prima che la Magherita volesse fare un tentativo con l’UDEUR e l’UDC di Casini, e creare un partito di maggioranza relativa coi vari dissidenti confluiti da Forza Italia e riformare la tanto sospirata, quanto mai dimenticata, Democrazia Cristiana, con la benedizione di Silvio Berlusconi che sarebbe potuto andare di nuovo ad occuparsi delle sue aziende, governando longa manu attraverso i “pupazzi” ai quali avrebbe dispensato visibilità, in base alla “fedeltà dimostrata” come faceva ai vecchi tempi. Così addio riforme, addio Stato giusto ed equo, addio regole del gioco che stiamo aspettando da decenni,per cominciare la partita.Ed allora il popolo della sinistra deve fare un attenta analisi, su dove sbaglia continuamente.Ed uno dei più grossi errori che commette il popolo progressista Italiano (perchè di fondo nessuno è comunista davvero in Italia), è quello di identificare da 60 anni la lotta per i diritti, per l’equità e le regole con il comunismo. E’ un gravissimo errore strategico, che ci porta a non ottenere mai le regole fondamentali del vivere in comune. Ad. es. l’abolizione dei conflitti di interesse nelle cariche pubbliche è diventato un principio comunista (quando è un principio liberale di tutte le democrazie capitaliste evolute), e potresti anche diventare un sovversivo chiedendo l’incompatibilità di certe cariche pubbliche con l’elettorato passivo, ad es. arriverei ad escludere i medici dalle competizioni elettorali in quanto hanno il “ius vitae ac necis” sui loro pazienti, i quali potrebbero essere influenzati e non votare di coscienza. Ma come si può sollevare questo dubbio senza passare per sovversivo e comunista?. Escluderei tutti i funzionari dello stato, tutti giudici e tutti quelli che attraverso il ruolo e la funzione che svolgono possono determinare nell’elettore una mancanza di liberta o il minimo senso di coazione psicologica. Ma questi, in Italia, sono discorsi da comunista. Si comincia cosi e si finisce per abolire la proprietà privata……E cosi aspettiamoci il rigurgito Democristiano che avrà il suo sfogo, opere pubbliche appaltate alla mafia, con 12000 varianti ed un costo 100 volte superiore al valore iniziale…Aspettiamoci consulenze plurimiliardarie, aspettiamoci un ulteriore inasprimento del nepotismo, di fancazzisti nei pubblici uffici, nelle università, nelle istituzioni, aspettiamoci un ritorno di orgoglio mai sopito da parte dei “compilatori di A4″, che tra sovvenzioni comunali, provinciali,regionali,statali ed Europee, specie al Sud tolgono per sempre la possibilità di uno sviluppo economico in quanto i soldi non verranno investiti, ma come al solito finiranno sui soliti conti correnti non di chi produce e quindi reinveste e produce occupazione, ma di coloro che li investono in lussi personali.
Insomma la grande divisione è tra ” furbi e coglioni ”

feliceiovino

Rifondare il giornalismo.

|

Ma come si fa a non capire che il giornalismo va completamente RIFONDATO!!Il mestiere che dovrebbe raccontare, controllare, spiegare, si è trasformato nel mestiere del silenzio! Ognuno è asservito alla sua parrocchia (ed a proposito di parrocchie non mancano casi in cui i soggetti in questioni sono alle dirette dipendenze di cardinali o vescovi!!)In Italia non ci sono più giornalisti, questa categoria è stata completamente cancellata, al suo posto è venuto fuori un altro mestiere: il lecca…..smo.Non saprete mai la verità da un servizio giornalistico, perchè ognuno teme di ledere il suo padroncino, ed è anche per questo che nei Tg sono ormai sempre più frequenti i servizi che parlano di ricette o di concorsi di bellezza, ma nessun accenno a fatti che interessano davvero la nazione. Non vi manca un bell’approfondimento in prima serata sulla vicenda processuale di Berlusconi riguardo alla Mondadori ed i giudici di Roma? L’avete mai vista? Io no. Un bell’approfondimento sul perchè Previti è stato condannato ed invece il Berlusca è ancora a piede libero (nella casa della libertà :)) “di silvio”).Nessuno ha gridato allo scandalo, non un righino, nessuno che abbia sollevato la questione e far contare la metà degli “intelligentoni” (i non coglioni) italiani sul naso e fargli scoprire che 2+2 fa 4? Se Previti compie qualcosa per avvantaggiare Berlusconi ed è colpevole (condannato), non vi viene il sospetto che il Berlusca dovrebbe se non proprio fargli compagnia, ma almeno sparire definitivamente dalla scena politica ed imprenditoriale italiana?Invece no. Non vi indigna che un mestiere così delicato come il giornalismo, che è il sottile filo che unisce la gente ai fatti che accadono in un paese sia passibile di manipolazioni, affiliazioni, simpatizzazioni…….. La freedom house qualche tempo fa ci ha messo tra i paesi “quasi liberi”, questo lo vorrei ricordare ai politici di nuova nomina e di maggioranza, che hanno promesso una redistribuzione della libertà di espressione nel nostro paese.Ricordatevi che senza rifondare il giornalismo, rimarremo paese semilibero.
feliceiovino

Scontro generazionale

|

Ragazzi… ragazzi…Tra un drink e l’altro qualcuno riesce a ricordarsi del suo futuro. …Qualche anno fa non era così… Si era un po più attenti. Certo che dovevi comunque votare per i Gava ed i Pomicino di turno per lavorare, ma una volta assunti….Così dopo un po arrivarono gli anni 70 e dopo aspre lotte arrivò anche lo Statuto dei lavoratori. Bei tempi. Quella si che era una generazione che sapeva quello che voleva.Tra i politici ed i lavoratori (entrambi figli del popolo) si trovò un compromesso: la mobilitazione era tanta.Quella stessa generazione ha pensato bene di calare le barriere all’ingresso al mondo del lavoro…Bevete ragazzi, bevete…..Se poi qualcuno ha la fortuna di lavorare in qualche azienda potrà scoprire che sono proprio quelle stesse vecchie generazioni o quelle immediatamente successive quelle più ostili ai nuovi ingressi (per svariati motivi: perchè vogliono gestire loro gli ingressi, perchè hanno figli da sistemare….)E spesso hanno bisogno di lavoratori “inferiori” su cui sfogare le loro frustazioni. Insomma il precario non può avere le stesse sue aspirazioni, non ha mai ragione anche quando ha due lauree, non andrà mai in pensione, ma mi pagherà la pensione fino alla fine dei miei giorni nonostante io gli abbia reso la vita impossibile!I sindacati della mia azienda quando tratta i diritti dei precari al tavolo delle trattative manda un Tempo indeterminato che puntualmente torna a casacon un pugno di fagioli per i precari e altri diritti per gli “interni”. Sono stato il primo precario ad iscriversi alla Cgil (e per avere l’iscrizione ho dovuto aspettare 4 anni, perchè era una iscrizione “anomala”, tutti gli altri precari sono stati “invitati ad iscriversi” alla Cisl qualche mese dopo).Alla compagine “interna” della Cgil quando parli di precariato li vedi storcere il naso, fanno finta di prestarti attenzione ma non gliene frega un emerito!Allora visto che vogliamo la liberalizzazione del mercato del lavoro direi di precarizzare tutto il mondo del lavoro!!Se questo governo non metterà mano alla legge sul precariato direi che possiamo passare dall’altra parte dove almeno ci garantirebbero un mezzo gaudio con l’abolizione dell’art. 18 e ci libererebbero del fardello delle pensioni da pagare a queste generazioni che non stanno avendo alcuna compassione per noi… spero che noi non ne avremo per loro!