Scuola e legalità, per chi suona la campan

| lunedì 17 settembre 2007

DIREGIOVANI.IT agenzia DIRE
Driinn!!! Suona per la prima volta la campanella in molte scuole campane. Suona per tutti. Anche per chi la scuola la considera poco o niente.

Il trillo più forte è quello che parte da Casal di Principe, provincia tristemente nota di Caserta, e raggiunge tutto lo Stivale: è il trillo della legalità. Contro le mafie, i soprusi, l'illegalità si è, infatti, levata la campana della Regione Campania che, con l'assessore all'Istruzione, Corrado Gabriele, ha radunato i media e gli alunni nella piazza di un paese rubato ai suoi stessi abitanti.

A Casal di Principe, feudo della camorra, oggi erano in tanti: i ragazzi delle scuole del territorio e dei comuni limitrofi, Fausto Bertinotti, presidente della Camera, Roberto Saviano, autore del libro-inchiesta “Gomorra”, Francesco Forgione, presidente della Commissione Antimafia e poi Aldo Pecora portavoce del movimento di Locri “Adesso ammazzateci tutti". Tutti riuniti per rispondre all'invito dell'assessore Gabriele che provocatoriamente ha scritto una lettera ai ladri di sogni, Antonio Iovine e Michele Zagaria, esponenti latitanti del più forte clan della camorra campana: quello dei casalesi.

Il giorno dell'inizio del nuovo anno scolastico è divenato il giorno della memoria per le vittime delle mafie, tutte. Don Peppe Diana, Giancarlo Siani, Peppino Impastato e poi ancora Silvia Ruotolo, Gigi e Paolo, Annalisa Durante non ci sono più perchè vittime di quell'organizzazione criminale che uccide di più: la camorra.

Così Bertinotti e Saviano, stretti dall'augurio che il nuovo anno scolastico sia il passo di una nuova era, sono intervenuti per rivendicare il diritto alla cittadinanza: l'appartenenza a luoghi che siano onestamente produttivi, contro tutto e tutti, contro il mal costume criminale. In particolare proprio il giovane scrittore ha indicato quanto la rinascita può avvenire solo dalla voglia di spendersi per far crescere onestamente un territorio: Casal di Principe non è dissimile dal resto dell'Italia. Le nuove generazioni di ragazze e ragazzi sono una risorsa per sé stessi e per lo sviluppo della società. E' quindi indispensabile, per alimentare il riscatto, che lo sappiano gli stessi giovani protagonisti.

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