Caso Mills, condanna confermata.

| martedì 27 ottobre 2009

Adnkronos: "La sentenza dei giudici di Milano dopo quattro ore di camera di consiglio. In primo grado al legale inglese erano stati inflitti 4 anni e mezzo di reclusione per corruzione in atti giudiziari. I suoi legali: ''Ricorreremo in Cassazione''. Lodo Mondadori, fissata al 1° dicembre l'udienza in Camera di Consiglio per la decisione definitiva sul gruppo condannato a pagare 750 mln di euro alla Cir"

Bersani e l'alternativa di governo

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Bersani - Festa Nazionale SLImage by Sinistra e Libertà via Flickr

Bersani: "noi faremo la parte del Partito dell'Alternativa di Governo".
L'ho gia sentita questa.
Significa: "continueremo a tenere gli occhi chiusi sulla grande "anomalia democratica Italiana".
Io non credo, a questo punto, che dopo 15 anni (dove ha governato solo 4 anni), la cosiddetta
opposizione, non abbia capito che senza togliere dalle mani di Silvio il monopolio
dell'informazione televisiva e attivare una seria politica antitrust, le sorti dello Stato sono
segnate, e la deriva autoritaria è inevitabile.
Io ormai sono convinto della "collusione", del Partito (PD) che si erge ad unica alternativa allo
straripante (grazie a loro) potere di Berlusconi.
Ho già sentito anche la faccenda della demonizzazione di Silvio: tutto il mondo si è accorto
della nostra emergenza democratica, ogni giorno centinaia di testate giornalistiche versano
fiumi di inchiostro sulla nostra raccapricciante situazione, ma la nostra opposizione non batte
un ciglio.
Posso citare migliaia di episodi dove questa mia affermazione viene ampiamente confermata, come
ad esempio la faccenda del voto sullo scudo fiscale (un vero e proprio regalo alla criminalità
organizzata, ed ai "colletti bianchi" che muovono i fili del PD), oppure le 258 pagine di
programma
sottoscritto da milioni di elettori alle scorse primarie del quale non è stato attuato
un solo rigo (la sinistra "radicale" è stata fatta fuori da Veltroni e soci, perchè chiedeva a
gran voce l'applicazione di quel programma).
"Il nuovo PD guarda la centro".
E' questo il vero problema.
Qui nessuno è comunista. Io sono un liberale.
Ed è proprio per questo che sappiamo che nessuna posizione di monopolio o dominante sul mercato,
soprattutto in tema di informazione e specialmente quando tutto questo potere viene riversato
direttamente in politica, siamo di fronte ad un vero e proprio colpo di stato che l'opposizione
finge di non vedere.
Con Berlusconi, non è stato mai tempo per fare "opposizione soft".
Nei pochi anni in cui non è stato al potere ci ha insegnato che tutte le armi sono lecite.
Sbraita, è ossessivo, lancia un unico messaggio: dimissioni ed elezioni.
E' arrivato anche a pensare di piazzare "donnine" (che lui chiama cash), nei letti di senatori che reggevano la "risicata" maggioranza di Prodi.
Sinceramente, sono stanco di questa Repubblica delle Banane, e questa opposizione non è altro che l'altra faccia della stessa medaglia di Silvio Berlusconi.
Il PD ha i suoi comitati d'affari, le stesse beghe, ed è disegnato simmetricamente al PDL.
Il PD ha una sola funzione: togliere dai pasticci Silvio Berlusconi nei momenti difficili per qualche mese, finche la gente dimentica (con lavaggi quotidiani del cervello con Mediaset e Rai), per poi riacclamarlo come salvatore alle elezioni successive.
Ho visto questo schema gia troppe volte. Non capire è da veri idioti.
Napoliaffari
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Silvio Berlusconi screditato sulla scena internazionale

| domenica 5 luglio 2009

Leaders of the world pose for a group photoImage by London Summit via Flickr
Silvio Berlusconi screditato sulla scena internazionale -
[Le Monde]

Silvio Berlusconi ha infine riconosciuto che gli scandali sulla sua vita privata “danneggiano l’Italia”. “Guardare attraverso il buco della serratura fa male al paese”, ha rincarato Giulio Tremonti, il ministro dell’economia, mentre Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, si è appellato ad un’improbabile “tregua” tra i media ed il governo in occasione del prossimo G8 organizzato nella città disastrata di L’Aquila (Abruzzo), dall’8 al 10 luglio.
Accusato da sua moglie - che ha chiesto il divorzio - di “frequentare minorenni”, poi indicato dal suo avvocato quale “utilizzatore finale” di una rete di call-girls, infine riconosciuto dai giudici come “il corruttore” del suo ex avvocato David Mills, il presidente del consiglio non si gioca soltanto la sua reputazione, di cui non c’è più molto da salvare. Il Cavaliere deve ormai tentare di salvaguardare l’immagine dell’Italia che si è deteriorata parallelamente alla sua. E il suo ruolo sulla scena internazionale.
La sfida è enorme. Da due mesi, la stampa internazionale e i dispacci degli ambasciatori descrivono un paese in cui gli scandali pubblici e privati legati al capo del governo si accumulano. Il presidente del consiglio vi appare unicamente preoccupato dei suoi piaceri, mentre riceve nella sua residenza romana giovani ragazze a pagamento, nella stessa notte dell’elezione di Barack Obama.
Protetto da una legge che impedisce ogni azione legale a suo carico durante la durata del suo mandato, godendo dell’indulgenza e della condiscendenza di una parte degli italiani, dell’indifferenza e dell’ignoranza degli altri in ragione del “servizio minimo” accordato a questi scandali da parte di una televisione pubblica e privata asservita, Berlusconi non ha molto da temere sul piano interno. Le voci di dimissioni e di formazione di un “governo tecnico” hanno alla fine suscitato una corsa alla solidarietà tra coloro che erano dati come possibili successori di Berlusconi.
Al contrario, il modo in cui è visto dai suoi colleghi non gli è indifferente. Berlusconi, che assicura di avere la fiducia del “62%” degli italiani, sa che ormai il suo “charme” ha un’accoglienza ben peggiore sulla scena internazionale. Inizialmente, l’organizzazione del G8 in una città toccata dal terremoto, che è costato la vita a 300 persone il 6 aprile, era destinato a dimostrare l’efficacia dello Stato Italiano. Oggi, è diventato un test dell’influenza dell’Italia sulla scena internazionale, della stima e del credito di cui gode Berlusconi fra i suoi colleghi.
Il suo “Obama giovane e abbronzato” ha senza dubbio segnato il passaggio dal divertimeno al fastidio, fino all’imbarazzo. Ci si ricorda ancora il presidente del consiglio, con il cellulare attaccato all’orecchio, far aspettare il cancelliere tedesco Angela Merkel, il 4 aprile durante il summit della NATO. Quel giorno, Berlusconi non ha colto forse fino in fondo il senso della piccola alzata di spalle del cancelliere che sembrava dire: “Pazienza, faremo senza di lui.”
L’ultimo Consiglio europeo di Bruxelles ha suonato il campanello d’allarme. Malgrado la larga vittoria del suo partito alle elezioni europee e un tasso di partecipazione da far impallidire d’invidia molte altre democrazie, Berlusconi, senza appoggio, non è riuscito a piazzare il suo candidato alla presidenza del Parlamento europeo come aveva promesso ai suoi sostenitori. Per inciso, ha dovuto subire il seguente commento a doppio senso di Hans Gert Pottering: “Anche se qualcuno della nostra famiglia ha un comportamento che non piace a tutti, questo non deve avere effetti su coloro che non hanno avuto quel comportamento”. “Gli scandali di queste ultime settimane non hanno aiutato l’Italia” sottolinea l’inglese Graham Watson, capofila dei liberal-democratici.
Un “problema Berlusconi”? L’interessato continua a difendere il suo stile e la sua vita privata senza apparente rammarico - “agli italiani piaccio cosi”. Le domande tuttavia restano: il tentativo fallito di Fiat di prendere il controllo della tedesca Opel avrebbe avuto miglior sorte se la reputazione di Berlusconi e dell’Italia oltre il Reno fosse stata migliore? Obama avrebbe incluso una tappa romana durante il suo primo soggiorno europeo se il presidente del consiglio avesse evitato di fare una brutta battuta sul neo eletto?
Berlusconi dispiega un’intensa attività diplomatica. Dopo un viaggio lampo a Washington, il ricevimento di Mouammar Gheddafi a Roma, si è invitato a Corfù per il summit Russia-Nato. Ma, mercoledì primo luglio, ha annullato, all’ultimo momento, la sua presenza a Sirte (Libia) per una riunione dell’Unione Africana. Vuole dimostrare che è ancora “l’amico di tutti”, un dirigente ascoltato e frequentabile e che l’Italia pesa ancora nelle relazioni internazionali.
Non è la prima volta che Berlusconi deve affrontare uno scandalo e un summit. Nel 1994, a Napoli, la sua prima presidenza del G8 coincise con l’apertura di un’inchiesta giudiziaria che lo riguardava. Altre inchieste, altri scandali non hanno impedito ad alcuni dirigenti internazionali di frequentare la sua villa in Sardegna, il falso vulcano e forse le sue strane accompagnatrici. Quattordici anni più tardi chi, in seno al G8, sarebbe pronto a correre questo rischio?
[Italia dall'Estero]


Napoli affari
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Corea del Nord potrebbe aver lanciato missile a media gittata

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LanciamissiliImage by 'Brizio via Flickr

Il coordinatore degli Usa per le sanzioni sulla Corea del Nord ha iniziato oggi i colloqui in Malaysia, forse anche sui legami che le banche hanno con le finanze di Pyongyang, mentre alcuni tra i missili lanciati ieri dal Paese potrebbero essere a medio raggio.

Ieri la Corea del Nord ha lanciato sette missili, secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa sudcoreano, in un gesto di sfida nei confronti degli Stati Uniti nel giorno dell'Indipendenza, aumentando le tensioni provocate dal test nucleare condotto da Pyongyang a maggio.

"L'allerta è alta", ha detto una fonte del Ministero della Difesa sudcoreano precisando che non ci sono segnali su ulteriori lanci per oggi.

I lanci di missili, segnale che la Corea del Nord sta aumentando le tensioni, avranno probabilmente ripercussioni sul sentiment dei mercati asiatici all'apertura di domani anche se gli investitori non si aspettano un impatto notevole.

A quanto pare, la Corea del Nord ha lanciato due missili Rodong a medio raggio, che possono colpire tutto il territorio della Corea del Sud e gran parte del Giappone, e cinque missili Scud, che possono raggiungere la maggior parte della Corea del Sud, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa sudcoreana Yonhap che ha citato un funzionario di Seoul.

Il funzionario ha detto che due dei missili lanciati hanno compiuto il loro tragitto a una velocità superiore agli altri, precisando che si trattava di missili Rodong.

I missili hanno compiuto un tragitto di circa 420 chilometri e saranno necessari alcuni giorni per confermare che cosa è stato lanciato, sempre secondo il funzionario. Secondo le notizie di ieri si trattava solo di Scud.

Gli Scud e i Rodong sono missili balistici.

I lanci giungono proprio quando gli Usa hanno avviato un giro di vite sulle aziende sospettate di aiutare la Corea del Nord nei suoi commerci missilistici e sulle armi, soggetti alle sanzioni imposte dall'Onu in seguito al test nucleare.

Gli Usa potrebbero avere individuato molti conti bancari in Malaysia che si sospetta appartengano alla Corea del Nord e potrebbero congelarli nell'ambito del giro di vite, secondo la Yonhap che ha citato una fonte a Washington.

L'ambasciatore Usa Philip Goldberg, coordinatore americano per l'inasprimento della risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu 1874, discuterà del tema con funzionari in Malaysia, secondo quanto riferito dalla fonte.


Yahoo! Notizie: "Corea del Nord potrebbe aver lanciato missile a media gittata"
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La peste nera si aggira nelle strade italiane

| sabato 20 giugno 2009

German dictator Adolf Hitler (right) and Itali...Image via Wikipedia

La peste nera si aggira nelle strade italiane

[Le Matin]

L’estrema destra lancia la “Guardia nazionale italiana” per lottare contro la criminalità

“Ci accusano di voler tornare alle “camice nere”. Tutto ciò che vogliamo, è la sicurezza dei nostri cittadini”, assicura il Movimento Sociale Italiano (MSI).
Il procuratore di Milano non la pensa allo stesso modo. Sabato ha aperto un’inchiesta su una formazione civile di sorveglianza contro la criminalità.
Il MSI ha approfittato di un congresso nazionale, sabato, per presentare la sua “Guardia nazionale italiana”, rivela il quotidiano “Il Corriere della Sera”.
Questa associazione “apolitica e senza scopo di lucro”, è composta per un terzo da ex membri delle forze dell’ordine. Dichiara di contare già 2100 volontari in differenti regioni della penisola: Piemonte, Lombardia, Lazio, Sicilia.
Ma il pubblico ministero milanese non vede molto di buon occhio queste pattuglie civili chiamate “Ronde Nere”. La giustizia accusa in effetti il MSI di violare la legge che proibisce (l’apologia, N.d.T.) del fascismo.
“La creazione della nostra formazione è completamente legale. Fino a che non dimostreranno che abbiamo commesso dei reati, andremo avanti”.
Come uniforme, i membri della “Guardia nazionale italiana” indossano una camicia grigia o kaki e pantaloni grigi con un bordino nero all’altezza delle gambe. Il copricapo sfoggia il simbolo dell’aquila imperiale romana con le iscrizioni “SPQR”. Il motto del gruppo è “Domine Dirige Nos” (Dio ci guida).
In Italia, le milizie civili di sorveglianza sono state da poco autorizzate.

[Articolo originale "La peste noire rôde dans les rues italiennes" di N.D.]

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A Gela, la mafia approfitta del “deserto giudiziario”

| domenica 24 maggio 2009


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REPORTAGE - La popolazione di questa città del sud della Sicilia si ribella contro “la piovra”, la giustizia non la segue.

Lucia Lotti si strozza citando i titoli della stampa italiana: Gela sarebbe la città più mafiosa della Sicilia, la “pattumiera” d’Italia. Per il procuratore capo della procura antimafia, questi “stereotipi soffocanti” che vogliono fare di Gela il “prototipo di un luogo irrimediabilmente perduto” non tengono conto dello scatto energico di cui la città ha dato prova. Uno scatto che rende ancora [più] brutali le pesanti minacce che pesano sulla procura: da qui a settembre, la procura rischia di essere abbandonata in massa dai suoi sostituti.

“Il tribunale di Gela è la sede della legalità dello Stato”, proclama un manifesto delle organizzazioni cattoliche di sinistra, le Acli. “Non si paga”, afferma un grande striscione che barra il portone d’ingresso del municipio. Segue un numero di telefono a cui possono rivolgersi coloro che vogliono denunciare il “pizzo” (in italiano nel testo originale N.d.T.), il racket mafioso. Nel giro di qualche mese, quasi un centinaio di commercianti e piccoli industriali lo hanno fatto arrestare 850 membri della “piovra”. In tempi normali, è necessario un coraggio che sconfina nell’eroismo con l’eroismo per compiere il passo verso la legalità. La mafia ha buona memoria. Non è mai troppo tardi per regolare i suoi conti. Ma in questa città della costa Sud della Sicilia, dove è stato firmato il primo trattato di pace del mondo nell’anno 425 a.C., è nata una formidabile speranza. Su istigazione di magistrati determinati e di un dinamico sindaco di 58 anni, Rosario Crocetta, prende forma un movimento di rivolta civile.

Sarebbe ora. Alla fine degli anni ‘90, Gela meritava ampiamente la sua reputazione di avamposto dell’inferno: una guerra tra due organizzazioni rivali, Cosa Nostra e la Stidda, variante locale, aveva fatto 400 morti prima che le “famiglie” proclamassero la “pace mafiosa”. Gela conta oggi 85000 abitanti, (ciò) che la rende la quinta città della Sicilia. L’urbanistica è anarchica, con i suoi quartieri diroccati, le sue strade senza nome, 14000 costruzioni illegali, un complesso petrolchimico sorto negli anni ‘60 che sfigura spiagge da sogno e decine di carcasse industriali abbandonate. Senza contare la distribuzione erratica dell’acqua, che lascia la città a secco per giorni.

Potere d’infiltrazione

“Gela sta cambiando”, afferma il carabiniere di turno davanti al palazzo di giustizia. Il procuratore arriva ben scortata nella sua BMW 330 blindata e guadagna rapidamente i suoi uffici. Più tardi, scrutata da decine di sguardi, condurrà il corrispondente di Le Figaro in un giro a piedi nella città, senz’altra protezione che una guardia del corpo. Storia che dimostra che una “passeggiata” sul Corso, che si riempie di gente la sera, non è molto più rischiosa che nella sua Genova natale.

Il pericolo, tuttavia, è onnipresente. Ogni anno, Gela conta 150 incendi dolosi, semplici atti di intimidazione. Con la crisi finanziaria, l’usura e il racket sono in piena espansione. Secondo il sindaco Crocetta, la “messa in regola”, altrimenti detto il pagamento del “pizzo”, costa in media 500 euro al mese al commerciante o all’industriale. A Gela, sarebbero 3000 in questa situazione. Gli sfortunati che non possono pagare devono cedere alla mafia, attraverso dei prestanome, unaparte delle loro attività, in cui [la mafia] ricicla i suoi guadagni.

Il potere di infiltrazione dei mafiosi non conosce limiti. A fine marzo, Lucia Lotti ha fatto arrestare sette affiliati alla Stidda così come un ex terrorista. Progettavano di rapire un dirigente di una banca di Ragusa. Uno di loro gestiva il club nautico, luogo d’incontro abituale della migliore società di Gela. Le forze dell’ordine hanno sequestrato kalashnikov ed esplosivi. Le intercettazioni telefoniche sono state decisive.

Altro esempio: il presidente di una grossa cooperativa di Gela, un certo Stefano Italiano, è stato colpito dalla giustizia. Aveva denunciato una banda che lo taglieggiava. Omettendo tuttavia di dire che aveva riciclato per questa banda considerevoli fondi illeciti. Aveva tentato di cambiare facendosi eleggere vice-presidente del comitato locale anti-racket. “Potrebbe essere Pirandello. Non è che una miserabile farsa quotidiana”, insorge la drammaturga Silvia Grasso.

“Né il tempo né i mezzi”

Per Rosario Crocetta, Gela è la prima città d’Italia ad essersi ribellata in massa contro la mafia. “La stiamo liberando”, proclama il sindaco. Personaggio fuori dal comune nell’Italia conformista del Sud, questo sindaco, comunista ed omosessuale, è in carica da sette anni. Nel giugno 2007, è stato rieletto al primo turno con il 65% dei voti. Ha allontanato le imprese mafiose dai mercati pubblici, epurato l’amministrazione dai suoi funzionari sospetti, tra cui la moglie di un boss locale, denunciato pubblicamente i capi dei clan e creato con quattro imprenditori un comitato di lotta contro il “pizzo”. Un “cambiamento epocale” dice. Vive sotto scorta e si sposta in un’auto blindata.

Ma il palazzo di giustizia manca di effettivi. “A breve termine, non ci saranno più sostituti [procuratori] a Gela”, spiega un altro procuratore, Anna Canapa. Una legge votata nel 2007 dalla sinistra impedisce ai procuratori di reclutare magistrati che abbiano meno di quattro anni di anzianità. All’ultimo concorso, su cento candidati, nessuno si è presentato volontario per Gela. A settembre, una volta terminate le sostituzioni temporanee, il giudice Canapa non avrà che un sostituto anziché cinque. Lucia Cotti conoscerà una situazione identica.

Procuratore capo del distretto giudiziario di Caltanissetta (centro della Sicilia) da cui dipende [la procura di] Gela e capo della procura antimafia, Sergio Lari traccia una situazione allarmante: “Salvo che a Palermo e Catania, la maggior parte delle procure siciliane funziona con il 50% dei propri effettivi. Non ho né il tempo né i mezzi per chiudere le inchieste”. Vi si aggiungono le riduzioni dei finanziamenti: ha già esaurito i 70000 euro assegnati per i costi di gestione del 2009; l’anno precedente ne aveva avuti 400000. “Globalmente abbiamo perso i due terzi degli stanziamenti” dice.

A fine pomeriggio, il palazzo di giustizia è stranamente deserto. Corridoi e uffici vuoti. Nessun poliziotto di turno al piano del procuratore, tuttavia dotato di una protezione ravvicinata. La giustizia italiana non ha più i mezzi per pagare. La mafia ne approfitta.

[Articolo originale "À Gela, la mafia profite du «désert judiciaire»" di Richard Heuzé ]


ItaliaDall'Estero
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Aldo Grasso ed il giornalismo Italiano

| domenica 12 aprile 2009

Stasera sfogliavo le notizie su internet.
La tv l'ho spenta da un bel po, nel senso che non la guardo più da un po di tempo. Mi informo ed informo con internet.
Non sto vivendo il phatos collettivo che i media italiani stanno dando all evento terremoto in abruzzo, e temo di non saper fare una faccia abbastanza affranta, e non saper dire frasi di convenienza abbastanza banali, come quelle espresse alla radio da alcune persone, ieri, in diretta su radio 101. La tv, si sa, specula su tutti gli eventi e li fa diventare show. Ricordo ancora un giornalista (napoletano), qualche anno fa, in una trasmissione pomeridiana della Rai, chiedere alla madre di un ragazzo morto: "signora, ma lei cosa sta provando?"
Da allora sono cambiato molto, e penso che molti come me abbiano fatto la stessa scelta: "ho spento la tv".
Ma gli schizzi putridi dell"informazione ufficiale italiana", mi hanno raggiunto anche sulla rete, con due articoli di un certo Aldo Grasso, un giornalista che scrive sul corriere della sera.
Saviano, da you tube, nella sua lezione sul Giornalismo legato alla camorra, che scrive i titoli dal punto di vista della criminalità organizzata, potrebbe fare un analisi altrettanto lucida, sulla prospettiva di alcune testate che hanno una rilevanza di rango nazionale, e trarne le medesime conclusioni.
Parla del terremoto in Abruzzo, elogiando Bruno Vespa ed attaccando Santoro, sul modo in cui hanno costruito l'avvenimento disastroso degli scorsi giorni.
Non c'è che dire, l'autore di questi articoli, Aldo Grasso, è sicuramente un giornalista allineato, come ce ne sono migliaia in Italia. Tutti con la paura di raccontare la verità sulle cose, tutti con uno strano pudore che spesso si trasforma in paura, consapevoli di dover affrontare una situazione troppo dispendiosa, addirittura letale per le prorpie ambizioni ed aspirazioni.
Quando arriverà la resa dei conti con il giornalismo italiano (se arriverà), li sentiremo dire : " se non l'avessi fatto io l'avrebbe fatto qualcun altro ed io dovevo sopravvivere"......
La questione, "ruota" intorno a tre punti fondamentali di questo "regime": il piano casa (e l'abolizione di alcune norme di urbanistica in favore del caos), le centrali nucleari, ed il ponte sullo stretto.
L'italia è un paese altamente sismico, ed in questi tre progetti il "regime berlusconi" non potrà garantire la sicurezza in nessun modo.
I giornalisti, al posto di fare le telenovelas, potebbero segnalare questa emergenza, ma non lo fanno per non ledere gli interessi del duce.
Così fede fa il suo giro tra le macerie, facendo spuntare qua e la qualche lacrimuccia, Santoro pone i problemi sul tavolo, sottolineando anche che l'evento sismico era stato previsto.
Insomma fa il giornalismo vero raccontando la verità, "costi quel che costi".
Ad aldo Grasso voglio fare i migliori auguri per la sua carriera: abbiamo bisogno di giornalisti come te (allineati).
Omissis: processo mills, caso falcone e borsellino, conflitto di interessi, instaurazione regime in italia, indebolimento ed intimidazione deglia ltri poteri dello stato, detenzione di reti televisive e mezzi di informazione contro sentenze della corte europea, processo dell' utri, processo Previti, attentati del 92, il caso mangano, la p2.
I giornalisti italiani non parlano di tutto questo. Vanno a fare le telenovels tra le macerie, e spettacolarizzano il dramma di una madre.
Cittadini giornalisti

Antonio Tabucchi denunciato da Schifani Anno Zero 5 febbraio 2009

| giovedì 26 febbraio 2009






Gran Bretagna, attenuate le protezioni. Si prevede l'immunità per gli atti parlamentari e i voti espressi fin dal 1689. Una storia lunghissima confermata dalla prassi parlamentare e dalle convenzioni costituzionali. Nel passato il divieto di intrusione nella sfera parlamentare era tanto assoluto che non si poteva accedere neanche ai lavori preparatori per procedere all'interpretazione legislativa. Una rigidità superata all'inizio degli Anni '90, da quando cioè si permette la citazione in giudizio del parlamentare per le cause di diffamazione, e per estensione anche per altri reati comuni. I parlamentari non possono comunque essere arrestati, ma sono sottoposti a i poteri sanzionatori della Camera di appartenenza. La regina è insindacabile e gode di immunità assoluta. Non è così per i membri del governo che possono essere chiamati a rispondere civilmente e penalmente anche degli atti compiuti nell'esercizio delle loro funzioni.

Francia, per i ministri niente barriera. La Costituzione francese prevede, nell'articolo 26, che un parlamentare non è responsabile "per opinioni o voti espressi nell'esercizio delle sue funzioni". L'immunità vale sia in sede civile sia in sede penale. Sono esclusi però tutti gli atti e le dichiarazioni che non hanno un nesso diretto con l'attività parlamentare. Dunque non sono coperti dall'immunità articoli sui giornali, dichiarazioni fatte in riunioni private o pubbliche. Restano fuori dall'immunità anche atti compiuti per incarico del governo. Non è necessaria autorizzazione della Camera per l'esercizio dell'azione penale - modifica costituzionale del 1995 - ma l'assemblea può sospenderla, come per l'arresto, per la sessione in corso. Il presidente della Repubblica è totalmente irresponsabile, ma Chirac ha creato una commissione ad hoc per studiare modifiche. I ministri possono essere indagati qualsiasi momento.

Germania, politici uguali ai funzionari. A Berlino i parlamentari godono dell'immunità per tutto quello che fanno nella loro veste di deputati. Non possono essere arrestati o privati in altro modo della libertà senza l'autorizzazione del Bundestag. E il Bundestag si deve pronunciare anche in merito ad ogni procedimento penale che interessi un parlamentare. Il Cancelliere e i suoi ministri sono sottoposti alla normativa generale dei funzionari pubblici. Per i loro atti di governo non godono quindi di immunità, ma sono sottoposti al diritto comune dei funzionari. E per gli atti estranei all'attività di governo non godono di alcuna forma di immunità. Il presidente della Repubblica tedesca è perseguibile solo per violazione premeditata della Legge Fondamentale. Neanche i giudici della Corte costituzionale godono di immunità e anche loro sono sottoposti al regime dei dipendenti pubblici.

Usa, comitati etici per gli eletti. Gli Stati Uniti prevedono l'immunità per tutti i voti e le dichiarazioni politiche dei parlamentari. Senatori e deputati non possono essere quindi arrestati a meno che per "alto tradimento, reato grave e violazione dell'ordine pubblico". I parlamentari possono essere però perseguiti dai comitati etici di Camera dei rappresentanti e Senato per violazione dei codici etici dei due rami del Congresso. La Costituzione americana non prevede immunità particolare per il presidente e gli altri membri del governo. La Corte suprema ha stabilito però che il presidente gode di un'ampia immunità funzionale legata alla sua doppia carica di capo dello Stato e di capo dell'esecutivo. Nonostante questo negli ultimi 30 anni magistrati e autorità indipendenti hanno aperto inchieste contro i presidenti Nixon, costretto poi alle dimissioni per il Watergate, Reagan e Clinton.

YouTube - Antonio Tabucchi denunciato da Schifani Anno Zero 5 febbraio 2009

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Crisi, Berlusconi: "Fra le ipotesi la nazionalizzazione delle banche"

| venerdì 20 febbraio 2009

I found this fascinating quote today:



Tra le diverse ipotesi sul tavolo per contrastare la crisi economica c'è anche quella della nazionalizzazione delle banche. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella conferenza stampa congiunta con il premier britannico Gordon Brown a Villa Madama. "Per ora è solo un'ipotesi avanzata da qualcuno, qualcosa su cui ci stiamo esercitando", ha precisato Berlusconi. Che però successivamente ha circoscritto l'ipotesi, chiarendo che "non riguarda le banche italiane", ma si tratta di una delle "tante proposte sul tavolo del G8".Crisi, Berlusconi: "Fra le ipotesi la nazionalizzazione delle banche", Feb 2009



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Ronde e lager « Ecco la nostra sicurezza!

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E’ stato approvato oggi, dal Consiglio dei Ministri, il cosidetto Decreto antistupri. Una norma che ci farà dormire sonni tranquilli anche grazie alle ronde di cittadini che non dovranno essere armati. Viene legalizzata una sorta di coprifuoco contro gli immigrati. Mi domando che differenza possa intercorrere tra una persona armata e un branco di cittadini che vigilano sulla nostra sicurezza.

Altra norma geniale, e non ne capisco la coerenza con il resto del testo normativo, è l’allungamento del periodo in cui gli immigrati clandestini possono essere trattenuti nei centri di identificazione: non più due, ma sei mesi. Centri di indentificazione, è il nuovo nome (che fa seguito a centro di permanenza temporanea, centro di prima accoglienza, ecc…) dato ai lager italiani dove sostano, in condizioni disumane, gli immigrati clandestini. Un luogo dove questi poveri disperati cominciano a covare astio e rancore nei confronti della nostra “ospitalità”. Appena due giorni fa, in occasione dell’incendio del Centro di permanenza temporanea di Lampedusa, abbiamo visto, a cosa possa portare questa falsa accoglienza.


Ronde e lager « Ecco la nostra sicurezza!

Lettera di dimissioni da inviare a Silvio Berlusconi (potesse servire :)) (Banana Republic)

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I found this fascinating quote today:



le scrivo per invitarla a rassegnare in via immediata le Dimissioni da Presidente del Consiglio dei Ministri, e portare quindi il Paese a nuove elezioni. Ieri, l'ennesima goccia. L'avvocato Mills è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per Corruzione in Atti Giudiziari. Corruzione. E' stato Corrotto. Con 600 mila dollari. Entro 90 giorni capiremo meglio la sua posizione, caro Presidente. Per ora sappiamo che la sua Fininvest/Mediaset, ha sborsato questo denaro all'avvocato inglese perché "affermasse il falso o tacesse" nei processi "All Iberian" e "Guardia di Finanza", che la vedevano imputato per corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito. Perché quindi lei ne traesse vantaggio, ne uscisse pulito nel modo più meschino possibile: importa relativamente poco se la mazzetta intascata da Mills sia emersa dal suo portafoglio, o dal Previti di turno. Inoltre, e ciò aggrava il quadro generale, lei ha deriso ed umiliato la Costituzione Italiana mediante il Lodo Alfano, estrapolandosi dal sistema legislativo nazionale e fuggendo dall'esito di questo ed altri processi, passati e futuri. Fuggendo da una quasi certa Condanna di Colpevolezza. Condotta che lei persegue da tempo, con altri "bunker" dichiarati incostituzionali, con l'infinita serie di depenalizzazioni ad hoc, di riduzioni dei termini per la prescrizione, di mutazioni dell'ordinamento ad immagine e somiglianza delle sue esigenze giudiziarie. Nemmeno il giudizio della Consulta sull'ovvia incostituzionalità del Lodo la spaventa: qualora i muri del Bunker Alfano crollassero, solo un processo nuovo di zecca, lungo, macchinoso e che finirà in prescrizione matematica, potrà giudicarla per il reato di Corruzione/Mills.Lettera di dimissioni da inviare a Silvio Berlusconi (potesse servire :)) (Banana Republic), Feb 2009



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